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l post parto è uno dei momenti più intensi, delicati e trasformativi nella vita di una mamma. 

È un periodo in cui il corpo cambia rapidamente, le emozioni si muovono come onde, su e giù, e ogni giorno porta con sé nuove scoperte… ma anche tanti dubbi. 

Se ti stai chiedendo quali sono i sintomi del post partum e quanto dura questo periodo, sappi che sei nel posto giusto, e che è assolutamente normale aver bisogno di chiarezza.

In questo articolo vedremo insieme:

  • cosa succede al corpo nel post parto;
  • quali sono i sintomi più comuni (fisici ed emotivi);
  • cosa succede psicologicamente a una donna dopo il parto;
  • quanto dura davvero il post partum e perché la durata cambia da mamma a mamma;
  • quando è importante chiedere aiuto medico;
  • e infine come affrontare tutto questo rispettando la tua unicità da neomamma.

L'obiettivo non è solo informarti, ma accompagnarti in un periodo che può essere bello e fragile insieme, ricordandoti che non sei sola, che non devi essere “perfetta”, e che ogni mamma vive il suo post parto a modo suo.

1. Cosa succede nel post parto

Prima di addentrarci nell’articolo, una breve premessa. Il post-partum in modo specifico, si riferisce alle 2 ore dopo il parto. Il puerperio, ovvero il periodo a cui ci riferiamo in questo articolo, dura circa 6-8 settimane dopo il parto. 

Durante queste settimane, il corpo della mamma compie un lavoro incredibile per tornare gradualmente alle condizioni pre-gravidanza, e allo stesso tempo affronta cambiamenti emotivi profondi. 

Capire cosa succede nel tuo corpo ti aiuta a riconoscere i sintomi del post partum e ad affrontarli con più consapevolezza. 

Vediamo, quindi, quali sono i principali cambiamenti nel periodo dopo il parto.

1. Cambiamenti fisici principali

  • Contrazioni uterine. Dopo il parto, l’utero si contrae per tornare alla sua dimensione originale. Queste contrazioni possono dare dolori simili ai crampi mestruali, soprattutto nei primi giorni. Queste contrazioni, più intense durante l’allattamento, sono un segnale positivo che aiuta a prevenire sanguinamenti e favorisce il recupero uterino.

  • Lochiazioni. Le perdite di sangue post parto, chiamate lochiazioni, sono normali e cambiano colore e quantità con il passare delle settimane. All’inizio sono rosse e abbondanti, poi diventano rosa, marroni e infine giallastre. La durata media è di circa 4–6 settimane.

  • Cambiamenti ormonali. Gli estrogeni e il progesterone calano rapidamente dopo il parto, mentre l’ossitocina e la prolattina aumentano, soprattutto se stai allattando. Questo sbalzo ormonale può causare sudorazioni notturne, sbalzi d’umore e persino perdita temporanea dei capelli.

  • Sistema urinario e intestinale. Il parto può influenzare temporaneamente la funzione della vescica e dell’intestino. Alcune mamme sperimentano difficoltà a urinare, incontinenza da sforzo o stitichezza nei primi giorni. Bere molta acqua, assumere fibre e fare esercizio leggero sono elementi di aiuto. 

2. Cambiamenti emotivi

Non è solo il corpo a cambiare: la mente e le emozioni attraversano una fase di grande trasformazione. 

È normale sentirsi tristi, ansiose o sopraffatte. Il baby blues, uno stato di malinconia lieve e temporanea, colpisce fino al 70% delle neomamme nei primi 3–5 giorni post parto.

Altri sintomi emotivi possono includere irritabilità, difficoltà di concentrazione, ansia e sbalzi d’umore improvvisi. 

Questi segnali sono spesso legati agli sbalzi ormonali, alla mancanza di sonno e al cambiamento del ruolo materno.

3. Il ruolo dell’unicità individuale

Ogni mamma vive il post parto in modo diverso. Il recupero dipende dalla genetica, dalla storia clinica, dal tipo di parto e dal supporto ricevuto.

Ad esempio, due mamme che hanno avuto entrambe un parto cesareo possono vivere sintomi fisici simili ma reagire emotivamente in modo completamente diverso. 

Riconoscere questa unicità è fondamentale per affrontare il periodo dopo il parto senza sentirti inadeguata o sbagliata!

2. Sintomi del post parto: la guida completa

Il post parto è un periodo in cui corpo ed emozioni cambiano rapidamente, e capire i sintomi del post parto è fondamentale per affrontarlo con consapevolezza. 

I sintomi possono essere fisici o emotivi, e la loro intensità varia da mamma a mamma. 

Vediamoli nel dettaglio.

Sintomi fisici comuni

  • Stanchezza
    È forse il sintomo più comune: la privazione del sonno, l’allattamento frequente e lo stress del parto possono rendere ogni giorno molto faticoso. Secondo uno studio pubblicato su Science Direct, la stanchezza risulta un sintomo molto frequente, specialmente nei 2-3 giorni dopo il parto e nelle donne che hanno subito un cesareo.

  • Lochiazioni
    Le perdite di sangue post parto sono normali e variano nel colore: inizialmente rosse, poi rosa, marroni e infine giallastre. La durata media è di circa 4–6 settimane. Cambiamenti improvvisi nella quantità o nell’odore possono indicare un’infezione e vanno controllati dal medico.

  • Dolore perineale o da cesareo
    Dopo un parto vaginale con lacerazioni o un cesareo, è normale sentire dolore nella zona del perineo o della cicatrice. Impacchi freddi, farmaci antidolorifici prescritti dal medico e esercizi leggeri di riabilitazione nel momento adeguato e sotto supervisione possono portare sollievo.

  • Problemi intestinali
    Stitichezza o emorroidi possono comparire nei primi giorni a causa dei cambiamenti ormonali e della pressione sul pavimento pelvico. Bere molta acqua, assumere fibre e camminare regolarmente facilita la ripresa.

  • Problemi urinari
    Alcune mamme sperimentano bruciore durante la minzione, difficoltà a svuotare completamente la vescica o incontinenza da sforzo. Questi sintomi sono comuni e spesso migliorano con esercizi mirati per il pavimento pelvico, fatti nel momento corretto e sotto supervisione.

  • Sudorazione e cambiamenti ormonali
    La sudorazione notturna è frequente nei primi mesi a causa del calo degli estrogeni e dell’aumento della prolattina. Anche sbalzi d’umore e capelli più fragili sono collegati ai cambiamenti ormonali.

  • Cambiamenti del seno
    Ingorgo, dolore o arrossamento possono manifestarsi soprattutto durante l’allattamento. La mastite, un’infezione del tessuto mammario, richiede attenzione medica e si accompagna a febbre e dolore intenso.

Perdite o febbre: quando preoccuparsi?

Quanto durano le perditeLe lochiazioni, come accennato, di solito terminano entro 4–6 settimane. Se persistono oltre questo periodo o aumentano di quantità, è consigliabile contattare il medico.

Colori, quantità e segnali d’allarmeSe il sangue diventa di un rosso intenso, maleodorante o contiene grandi coaguli, può essere un segnale di allarme. Anche dolore addominale intenso o secrezioni anomale richiedono attenzione.

Febbre: normale o sintomo di infezione?
Una leggera febbre può comparire nei primi giorni post parto, ma valori superiori ai 38°C o associati a dolore e secrezioni sospette devono essere valutati in breve tempo da un medico.

Sintomi emotivi comuni

  • Baby blues
    È una forma temporanea di tristezza, pianto facile e irritabilità che colpisce fino al 70% delle neomamme nei primi giorni dopo il parto. Normalmente dura dai 3 fino ad un massimo di 14 giorni.

  • Ansia, irritabilità, pianto facile
    Gli sbalzi ormonali, la stanchezza e la nuova responsabilità di prendersi cura del bambino possono causare momenti di forte emotività. È normale sentirsi sopraffatte, ed è fondamentale chiedere aiuto e supporto.

  • Problemi di concentrazione e sonno
    Difficoltà di memoria e concentrazione sono comuni: il cervello materno si adatta ai nuovi ritmi e ai bisogni del bambino. Dormire quando il piccolo dorme, anche a spezzoni, aiuta a ridurre l’affaticamento cognitivo.

3. Cosa succede psicologicamente a una donna dopo il parto

Il “dopo parto”  non riguarda solo il corpo: la mente attraversa una vera e propria trasformazione. 

Capire cosa succede psicologicamente ti aiuta a intercettare i sintomi psicologici ed emotivi del post partum, riconoscerli, accettarli ed affrontarli senza sentirti fuori posto.

1. Impatto degli ormoni sul sistema emotivo

Dopo la nascita del bambino, i livelli di estrogeni e progesterone calano drasticamente, mentre ossitocina e prolattina aumentano, soprattutto se stai allattando. 

Questi cambiamenti rapidi influenzano direttamente l’umore e la stabilità emotiva.

Ad esempio, una mamma può sentirsi improvvisamente ansiosa, irritabile o sopraffatta senza un motivo apparente. Studi confermano che gli sbalzi ormonali post parto contribuiscono a variazioni dell’umore, sbalzi d’ansia e maggiore vulnerabilità emotiva.

2. Ruolo del carico mentale e della mancanza di sonno

Il post parto comporta una routine intensa e diversa da ciò a cui si era abituati, con notti spesso interrotte e mille responsabilità nuove: allattamento, pannolini, controlli medici, organizzazione familiare. 

La stanchezza cronica riduce la capacità di gestire le emozioni, peggiora l’umore e aumenta il rischio di ansia.

Esempio: anche se il neonato dorme poche ore, la mamma deve comunque occuparsi di pasti, igiene e pianificazione quotidiana. Questo sovraccarico cognitivo può amplificare i sintomi del post parto, come l’irritabilità o la difficoltà di concentrazione.

3. Cambiamento di identità e nuovo ruolo materno

Diventare madre significa un cambio radicale nella propria identità: si passa da una vita centrata su sé stesse a una focalizzata sul bambino (soprattutto nei primi tempi).

Questo può generare sentimenti contrastanti: gioia, orgoglio, soddisfazione, ma anche senso di perdita di sé, inadeguatezza o ansia per le nuove responsabilità.

Riconoscere questo cambiamento come un passaggio naturale aiuta a ridurre sensi di colpa e pressione interna.

4. Differenze individuali: perché ogni donna reagisce in modo unico

Non tutte le mamme vivono il post parto allo stesso modo. Fattori genetici, temperamento, supporto familiare e storia personale influenzano la risposta emotiva.

Ad esempio, due mamme con lo stesso tipo di parto possono reagire in maniera diversa: una può sentirsi euforica e energica, l’altra sopraffatta e triste. L’unicità genetica e psicologica spiega perché non esiste un “modello standard” di post parto.

5. Segnali che possono indicare depressione post partum

In una percentuale più ridotta rispetto al baby-blues, circa il 10-15%, una mamma può andare incontro ad una condizione di depressione post-partum. Generalmente la diagnosi non viene fatta prima dei 30 giorni dopo il parto, proprio perché dev’esserci una persistenza di alcuni sintomi.

Tra questi sintomi, troviamo:

  • tristezza persistente per più di due settimane;
  • perdita di interesse per le attività quotidiane;
  • ansia intensa o attacchi di panico;
  • difficoltà a prendersi cura di sé o del bambino;
  • pensieri di farsi del male o al bambino.

Riconoscere precocemente questi segnali permette di intervenire tempestivamente e migliorare il benessere materno ed emotivo. E’ quindi di fondamentale importanza rivolgersi a professionisti che sappiano guidarti all’interno di questa turbolenza.

Se vuoi approfondire questa tematica, trovi un articolo dedicato gratuito che tratta in modo specifico della depressione post partum, con anche consigli su cosa può essere utile fare. Link qui sotto.

Link Articolo Depressione post partum.

4. Quanto tempo ci vuole per riprendersi dal post parto? Durata e fasi

Uno dei dubbi più comuni tra le neomamme riguarda la durata del post parto: “Quando tornerò alla normalità?”.

La risposta, purtroppo, non è uguale per tutte, perché il recupero coinvolge corpo, ormoni ed emozioni, e varia da donna a donna.

Durata convenzionale del puerperio: 6–8 settimane

Il puerperio, cioè il periodo di recupero fisico subito dopo il parto, dura generalmente 6–8 settimane (circa 40 giorni). In questo periodo, come abbiamo visto:

  • l’utero si contrae e torna gradualmente alle dimensioni pre-gravidanza;
  • le lochiazioni si riducono e scompaiono entro 4–6 settimane;
  • le ferite e le suture del perineo o del cesareo iniziano a guarire;
  • gli ormoni si riequilibrano progressivamente, influenzando sonno, umore e metabolismo.

È importante ricordare che queste sono medie statistiche: alcune mamme possono recuperare più velocemente, altre impiegano più tempo.

Quando il post parto dura più a lungo

Molte donne sperimentano sintomi fisici ed emotivi anche oltre le 8 settimane. Alcuni esperti parlano di un “post parto che dura fino a tre anni”, perché il recupero emotivo e il nuovo ruolo materno richiedono molto tempo.

Esempio: una mamma potrebbe sentirsi pronta fisicamente a riprendere attività normali dopo sei settimane, ma la gestione del sonno, dello stress e delle nuove responsabilità può continuare a influenzare il benessere e gli equilibri per mesi.

Questo fa percepire il periodo del puerperio come molto più lungo!

Fattori che influenzano i tempi di recupero

La durata del recupero dipende da diversi fattori, tra cui:

  • tipo di parto: cesareo o naturale, complicazioni, episiotomia;
  • costituzione fisica: forza muscolare, recupero energetico, salute generale;
  • temperamento e supporto emotivo: resilienza, ansia, aiuto familiare;
  • caratteristiche del bambino: sonno, temperamento e necessità particolari.

Ad esempio, una mamma con un neonato molto irrequieto e poca rete di supporto può sperimentare stanchezza e sintomi emotivi più intensi rispetto ad una mamma con un bambino maggiormente “tranquillo” e una buona rete familiare. Per questo, è fondamentale il supporto sia all’interno della triade (genitori più bambino) sia all’esterno (parenti, amici fidati).

Recupero fisico ed emotivo

Il recupero completo include più piani:

  • fisico: riduzione di dolore, ritorno alla forma pre-gravidanza, ripristino della funzione muscolare e dell’energia;
  • emotivo: adattamento al ruolo materno, stabilità dell’umore, gestione dello stress e della nuova routine quotidiana;
  • peso e metabolismo: tornare al peso precedente può richiedere diversi mesi, a seconda dell’allattamento, dieta e attività fisica (attenzione a non addentrarti in diete drastiche o allenamenti non adatti al tuo corpo, contatta un professionista se hai bisogno di aiuto).

Ricorda che ogni mamma ha il suo ritmo, e confrontarsi con altre donne può generare frustrazione inutile. Ascoltare il proprio corpo e concedersi tempo è fondamentale.

5. Genetica, ormoni e unicità materna: perché i sintomi cambiano da mamma a mamma

Uno degli aspetti più importanti da comprendere nel post parto è che non esiste un’esperienza “standard”. Ogni donna reagisce in modo diverso perché il corpo, le emozioni e la genetica creano combinazioni uniche. Riconoscere questa unicità è fondamentale per ridurre ansia e sensi di colpa.

La genetica influenza la risposta emotiva e fisica

La genetica influisce sulla sensibilità agli sbalzi ormonali, sul metabolismo e sulla risposta allo stress. 

Alcune donne possono sentirsi molto vulnerabili agli sbalzi d’umore, mentre altre affrontano le stesse condizioni con maggiore resilienza.

Ad esempio, studi molto interessanti sul gene COMT, coinvolto nella regolazione della dopamina, mostrano che alcune varianti genetiche sono associate ad una maggiore reattività allo stress. Questo significa che alcune mamme possono percepire stanchezza, ansia o irritabilità più intensamente di altre, pur vivendo situazioni simili.

Gli ormoni: un cocktail unico per ciascuna mamma

Ogni donna produce quantità leggermente diverse di estrogeni, progesterone, ossitocina e prolattina. Questi ormoni influenzano il tono dell’umore, il sonno, l’energia e persino la percezione del dolore.

Esempio: due mamme che allattano possono avere esperienze diverse di ingorgo o dolore al seno, semplicemente perché i loro livelli di prolattina e ossitocina reagiscono in modo differente. Anche questo aspetto concorre per farti comprendere la tua unicità!

Temperamento materno e fattori ambientali

Non è solo la biologia: anche il temperamento personale, lo stile di coping e il supporto familiare influenzano la percezione dei sintomi. 

Una mamma con un temperamento più ansioso può vivere più intensamente la stanchezza o la preoccupazione per il bambino, mentre un’altra con un temperamento più tranquillo affronta le stesse sfide con meno stress emotivo.

L’importanza di rispettare la propria unicità

Conoscere e accettare la propria genetica, il temperamento e i limiti emotivi permette di:

  • ridurre la pressione di dover essere “perfette”;
  • adattare le routine alle proprie energie e al proprio ritmo;
  • creare un ambiente sereno sia per la mamma che per il bambino.

In Genitorialando, questo concetto è al centro del nostro approccio: ogni mamma e ogni bambino sono unici, e non esiste un metodo educativo o un dopo parto che vada bene o che sia uguale per tutti.

6. Tabella di confronto: sintomi normali e sintomi che richiedono aiuto

Per orientarti meglio nel post parto, ecco una guida pratica e riassuntiva che distingue i sintomi comuni e normali dai segnali che indicano la necessità di consultare un medico.

genitorialando.com

7. Quando consultare il medico

Il post parto comporta, come abbiamo visto, sintomi fisici ed emotivi comuni, ma ci sono anche segnali che richiedono attenzione rapida e immediata. 

Sapere quando rivolgersi ad un medico può fare la differenza nel recupero e nella sicurezza della mamma e del bambino.

Per questo motivo, ho dedicato un paragrafo al comprendere quando sia il momento di contattare un medico per approfondire la propria condizione.

Segnali fisici di allarme

Contatta un medico se noti di avere alcuni di questi sintomi o segni.

  • Febbre superiore a 38°C o brividi persistenti, possibile segnale di infezione.
  • Sanguinamento eccessivo, con coaguli grandi o assorbenti che si saturano in meno di un’ora per più di due ore consecutive.
  • Dolore addominale intenso o persistente, soprattutto se non alleviato dai farmaci.
  • Secrezioni vaginali maleodoranti, che possono indicare infezione uterina.
  • Dolore, gonfiore o arrossamento del seno, accompagnati da febbre (possibile mastite).
  • Dolore al petto o difficoltà respiratoria, sintomi che richiedono valutazione immediata.
  • Dolore a una gamba, gonfiore o arrossamento, possibile trombosi.

Segnali emotivi di allarme

Questa è invece la lista di alcuni campanelli di allarme a livello psicologico/emotivo, che ci dovrebbero indurre a contattare una figura adatta ad accogliere la nostra fragilità del momento.

  • Tristezza persistente oltre due settimane, che peggiora invece di migliorare.
  • Ansia intensa o attacchi di panico frequenti.
  • Difficoltà a prendersi cura di sé o del bambino.
  • Pensieri di farsi del male o di far del male al bambino.
  • Qualsiasi sintomo emotivo che interferisce con la vita quotidiana.

Riconoscere questi segnali non è un segno di debolezza: chiedere aiuto è parte del prendersi cura di sé e del proprio bambino. Consultare un medico o uno specialista in salute mentale perinatale può prevenire complicazioni e migliorare notevolmente il benessere materno.

FAQ sul Post Partum

Ecco, infine, una carrellata di domande frequenti legate al periodo del post parto e puerperio, che può esserti utile per trovare una breve risposta al tuo dubbio.

1. Quali sono i sintomi del post parto?

I sintomi del post parto includono stanchezza, dolori perineali o da cesareo, lochiazioni, problemi urinari o intestinali, sbalzi d’umore, ansia e irritabilità. Alcune mamme possono anche sperimentare difficoltà di concentrazione, insonnia o dolore al seno durante l’allattamento.

2. Quanto dura il post parto?

Il post parto, o meglio il puerperio, dura in media 6–8 settimane, periodo in cui il corpo fisico si riprende dal parto. Tuttavia, il recupero emotivo può richiedere mesi e varia da donna a donna, a seconda della genetica, del temperamento, del tipo di parto e del supporto ricevuto.

3. Quando preoccuparsi dei sintomi post parto?

È importante consultare un medico se compaiono;

  • febbre sopra 38°C persistente;
  • sanguinamento abbondante o maleodorante;
  • dolore addominale intenso o persistente;
  • dolore, arrossamento o gonfiore al seno (sospetta mastite);
  • sintomi emotivi persistenti: tristezza intensa, ansia o pensieri di farsi del male o al bambino.

4. Cos’è il baby blues e quanto dura?

Il baby blues è una forma lieve e temporanea di sbalzi d’umore che colpisce fino al 70% delle mamme nei primi giorni post parto. Solitamente dura da 3 fino ad un massimo di 14 giorni e si manifesta con pianto facile, irritabilità o tristezza passeggera.

5. La depressione post parto è normale?

La depressione post parto non è “normale” come il baby blues ed è più intensa e duratura. Può includere tristezza persistente, ansia, perdita di interesse per la vita quotidiana e difficoltà a prendersi cura del bambino. In questi casi è fondamentale chiedere supporto medico o psicologico.

6. Quanto influiscono gli ormoni sul post parto?

Gli sbalzi ormonali dopo il parto (calo di estrogeni e progesterone, aumento di prolattina e ossitocina) influenzano l’umore, il sonno e la percezione del dolore. Ogni mamma reagisce in modo unico a questi cambiamenti, per questo alcuni sintomi possono essere più intensi in alcune donne rispetto ad altre.

7. Quanto tempo ci vuole per tornare alla normalità dopo il parto?

Il recupero fisico può richiedere circa 6–8 settimane, ma il recupero emotivo e il nuovo equilibrio materno possono durare diversi mesi, fino ad un anno o più. Ascoltare il proprio corpo e chiedere aiuto quando serve è fondamentale.

8. I sintomi post parto sono uguali per tutte le mamme?

No. Ogni mamma ha una genetica unica, un temperamento e un vissuto personale che influenzano come reagisce fisicamente ed emotivamente al parto. L’unicità individuale è alla base dell’approccio Genitorialando: non esiste un’esperienza standardizzabile.

Conclusione

Il periodo che segue il parto è un periodo complesso, fatto di cambiamenti fisici, emotivi e ormonali, che ogni mamma vive in modo unico. Conoscere i sintomi del post partum e capire quanto dura il recupero ti aiuta a riconoscere ciò che è normale e a intervenire quando necessario, senza sensi di colpa o ansia inutile.

Ricorda alcuni aspetti importanti!

  • La stanchezza, le lochiazioni, i dolori e i piccoli sbalzi d’umore sono comuni e fanno parte del recupero.
  • Febbre alta, sanguinamento abbondante, dolore intenso o sintomi emotivi persistenti richiedono una valutazione medica.
  • Ogni mamma ha tempi e reazioni diverse: il recupero fisico può richiedere settimane, mentre il recupero emotivo e il nuovo equilibrio materno possono durare mesi.

Il segreto per affrontare il puerperio è ascoltare il proprio corpo e la propria mente, accettare i limiti e chiedere aiuto quando serve. Proprio come per l’educazione dei bambini, ogni mamma ha una unicità genetica e psicologica che merita di essere rispettata.

Conoscere i sintomi, rispettare i propri ritmi e adattare le routine alle proprie energie è il primo passo per vivere il post parto con più serenità e consapevolezza. 

In Genitorialando, crediamo che ogni percorso materno e infantile debba essere personalizzato seguendo allo stesso tempo le evidenze scientifiche e gli studi consolidati, perché solo così mamma e bambino possono crescere insieme in armonia.

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