llattare di notte è una delle esperienze più comuni, e spesso più faticose, per i neogenitori.
Quasi tutti i bambini nei primi mesi di vita si svegliano più volte e chiedono il seno, e questo può lasciare mamma e papà esausti e pieni di dubbi: “È normale che si svegli così spesso? Fino a quando durerà? Quando e come posso smettere di allattare di notte senza traumi?”.
La buona notizia è che questi risvegli sono del tutto fisiologici. Numerosi studi hanno dimostrato che il latte materno prodotto di notte contiene livelli più alti dell’amminoacido triptofano che aiuta il bambino a produrre l’ormone melatonina, sostanze che favoriscono il rilassamento e regolano il ritmo sonno-veglia del bambino. Allattare di notte, quindi, non serve solo a nutrirlo, ma lo aiuta anche ad addormentarsi più facilmente.
Inoltre, le poppate notturne sono un potente strumento di rassicurazione. Più i bambini sono piccoli, meno strumenti verbali hanno, più cercano rassicurazioni fisiche come contatto e suzione. Crescendo, sarà possibile trovare, in base ai bisogni del bambino e del genitore, nuovi strumenti di rassicurazione che possono aggiungersi alla suzione.
Non sempre, infatti, il piccolo si sveglia per fame: spesso cerca il contatto, il calore e la vicinanza della mamma, fondamentali per il suo sviluppo emotivo e neurologico. Pensiamo a un bambino particolarmente sensibile: per lui, il seno non è solo nutrimento, ma una “coperta di sicurezza, affetto e amore” che lo aiuta a calmarsi.
In questo articolo vedremo:
- perché allattare di notte è normale;
- quante volte aspettarsi i risvegli in base all’età;
- come gestirli senza stress;
- quando (e come) ridurre o smettere, rispettando sempre i tempi e l’unicità di ogni bambino.
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Imparerai a comprendere il ciclo del sonno, creare routine serali rilassanti e gestire risvegli e regressioni notturne con maggiore serenità. Un percorso pratico e basato su studi e approfondimenti neuropsicologici per notti più serene per tutta la famiglia.
1. Perché i neonati vogliono essere allattati di notte
Se il tuo bambino si sveglia più volte per poppare, sappi che non sei sola: è assolutamente normale. I risvegli notturni fanno parte dello sviluppo fisiologico del neonato e, anzi, hanno un ruolo importante per la sua crescita.
Vediamo ora quali sono le principali motivazioni per cui il bambino si sveglia di notte per richiedere il seno.
Risvegli fisiologici
Nei primi mesi i neonati hanno cicli di sonno molto più brevi rispetto agli adulti, con fasi di sonno leggero che li portano a svegliarsi frequentemente. Questo li aiuta a “controllare” che tutto vada bene e a sentirsi al sicuro.
È un meccanismo evolutivo: i risvegli frequenti proteggono anche da rischi come l’apnea notturna e la SIDS (ovvero Sudden Infant Death Syndrome).
Latte materno e sonno
Allattare di notte ha un beneficio in più: il latte materno prodotto nelle ore serali contiene più triptofano che stimola la produzione di melatonina nel bambino, due sostanze che favoriscono il rilassamento e regolano il ritmo sonno-veglia.
Non a caso molti piccoli dopo la poppata si riaddormentano più facilmente: è come se la natura avesse creato un “calmante naturale” su misura per loro.
Bisogno di contatto e rassicurazione
Non sempre il tuo bambino si sveglia per fame. Spesso cerca il seno perché ha bisogno di vicinanza, calore e rassicurazione. E non in tutti i bambini i bisogni si manifestano con la stessa frequenza.
Per esempio, un neonato con temperamento più sensibile può svegliarsi anche 6–7 volte solo per sentire la mamma accanto e riaddormentarsi sereno. Questo contatto rafforza il legame affettivo e aiuta lo sviluppo del suo sistema nervoso e della capacità di regolare le emozioni.
👉 Ecco perché non bisogna vedere l’allattamento notturno come un “vizio”, ma come una risposta naturale a bisogni diversi: nutrizione, sicurezza e amore.
Proseguiamo l’articolo cercando di capire quante volte per notte allattare.

2. Quante volte allattare di notte (mese per mese)
Una delle domande più comuni dei neogenitori è: “Ma quante volte devo allattare il mio bambino di notte?”.
La risposta, come può essere intuibile, non è uguale per tutti, perché dipende dall’età del neonato, dal suo sviluppo e dal suo temperamento unico. Ad ogni modo, possiamo delineare alcune indicazioni generali che aiutano a orientarsi.
0–1 mese
Nei primissimi giorni di vita, lo stomaco del neonato è molto piccolo (alla nascita contiene appena 5–7 ml, poco più di un cucchiaino). Questo significa che il latte viene digerito rapidamente e che il piccolo ha bisogno di essere nutrito spesso, anche ogni 2–3 ore, giorno e notte. È normale che ci siano dalle 3 alle 5 poppate notturne circa.
👉 Esempio: se un neonato si addormenta alle 21, è probabile che si svegli verso mezzanotte, poi di nuovo alle 2-3 e alle 5 del mattino.
2–3 mesi
Il ritmo inizia lentamente a stabilizzarsi, ma la maggior parte dei bambini continua a svegliarsi 2–4 volte per notte. In questa fase, molti genitori sperano già in notti più lunghe, ma è importante ricordare che i risvegli frequenti sono normali e fisiologici e che dipendono da una moltitudine di fattori (alcuni dei quali non sono prevedibili e modificabili, come il temperamento del bambino).
4–6 mesi
Alcuni bambini iniziano a ridurre i risvegli, arrivando a 1–2 poppate notturne. Tuttavia, non è raro che continuino a svegliarsi più spesso. Non tutti i bambini sono pronti a dormire tutta la notte a questa età, ed è bene seguire i loro bisogni senza forzature (metodi di estinzione del pianto non sono consigliati!).
Inoltre, con l’avvicinarsi dello svezzamento e di nuove competenze, è possibile che il bambino per un breve periodo viva i sintomi di uno scatto di crescita, tra cui nervosismo e risvegli notturni frequenti.
7–9 mesi
A questa età, inizia l’introduzione graduale dei cibi solidi (svezzamento). Nonostante questo, le poppate notturne restano frequenti: in media 1–2 per notte. Per alcuni bambini i risvegli possono addirittura aumentare, perché iniziano a comparire i primi dentini o per l’ansia da separazione.
👉 Esempio: un bimbo di 8 mesi può dormire 5-6 ore di fila, ma svegliarsi improvvisamente verso le 3 del mattino per cercare conforto al seno.
10–12 mesi
Molti bambini riducono ulteriormente le poppate, arrivando anche a passare una parte consistente della notte senza nutrirsi. Tuttavia, non è un “obbligo”: se il bambino chiede ancora 1 poppata notturna, è del tutto normale.
Dopo l’anno
Alcuni bambini continuano ad avere 1 poppata di conforto, soprattutto nelle fasi di crescita, dentizione o cambiamenti (inizio nido, viaggi, malanni). Non è un’abitudine “sbagliata”: fa parte del processo naturale di sviluppo emotivo e fisico.
Nota importante! Questi numeri sono solo indicativi. Ogni bambino ha il suo ritmo, il suo temperamento, vive momenti di forte crescita o eventi che possono disturbare il sonno ed alterare il ritmo che, magari, aveva appena acquisito. Più che contare il numero di poppate, è necessario osservare i bisogni del bambino.
3. Come gestire l’allattamento notturno senza stress
Le notti possono sembrare infinite quando ci si alza più volte per allattare. Ma con qualche accorgimento pratico, l’allattamento notturno può diventare meno faticoso e più sereno, sia per la mamma che per il bambino.
Vediamo qualche strategia per rendere questo momento più sereno e confortevole!
Posizione da sdraiata per riposare di più
Allattare in posizione distesa (sul fianco, con il bambino accostato al corpo) permette alla mamma di rilassarsi e, talvolta, di addormentarsi subito dopo la poppata. Le posizioni naturali e distese favoriscono sia il comfort materno che l’attacco corretto del neonato. E’ importante mettere in sicurezza il bambino al termine della poppata.
👉 Esempio: molte mamme raccontano che, passando dall’allattamento sedute al letto alla posizione distesa, la qualità del loro sonno è migliorata notevolmente.
Co-sleeping sicuro o culla accanto al letto (next to me)
Dormire vicino al bambino riduce i risvegli e rende più semplice allattare senza dover attraversare la casa nel cuore della notte.
Il co-sleeping può essere sicuro seguendo le indicazioni ufficiali pubblicate anche dal Ministero della Salute: materasso rigido, dormire a pancia in sù, niente cuscini o coperte vicino al bambino, temperatura della stanza adeguata.
Una next to me (culla agganciata al letto) rappresenta un’ottima soluzione per conciliare vicinanza e sicurezza e per praticare il co-sleeping.
Nel caso in cui si voglia praticare il bed-sharing (ovvero la condivisione dello stesso letto tra genitore e bambino) è necessario rispettare delle regole ancora più specifiche per non mettere a rischio la sicurezza del bambino (ne parlo nel corso dedicato al sonno “Nanna Senza Stress, Famiglia Felice”).
Routine serale che includa la poppata
I bambini traggono grande beneficio da rituali ripetitivi e rassicuranti. Inserire l’ultima poppata in una routine serale fatta di bagnetto, luci soffuse e coccole aiuta il neonato a collegare quel momento con la calma e il sonno. La routine pre-sonno migliora la qualità e la durata del sonno dei bambini.
Coinvolgere il papà o un caregiver
Anche se solo la mamma allatta, il partner può dare un grande aiuto: portando il bambino a letto, cambiando il pannolino prima della poppata o semplicemente offrendo sostegno emotivo. Questo alleggerisce la fatica e rafforza il senso di squadra nella coppia.
Dove allattare di notte?
Il luogo migliore è quello in cui la mamma si sente più a suo agio e sicura: può essere il letto (se viene praticata la posizione distesa ad esempio) oppure una poltrona comoda in camera. L’importante è che sia uno spazio pratico e rilassante, per rendere la poppata meno stancante.
Cosa fare mentre si allatta di notte?
Molte mamme trovano utile approfittare del momento per rilassarsi: ascoltare musica calma, praticare respirazione profonda o semplicemente chiudere gli occhi.
Un audiolibro o un podcast a basso volume possono essere una buona compagnia. L’obiettivo non è “riempire il tempo” a tutti i costi, ma vivere quel momento con serenità e senza tensione (anche perchè occupa, soprattutto all’inizio, molte ore al giorno!).
Approfondiamo questo aspetto in un paragrafo dedicato!
4. Quando e come smettere di allattare di notte
Molti genitori si chiedono: “Ma fino a quando devo allattare di notte?” o “Come posso interrompere senza stressare il bambino?”.
La risposta dipende dal piccolo: non esiste un’età unica, ma alcuni segnali indicano che è pronto per ridurre le poppate notturne.
Segnali che il bambino non ha più bisogno di poppate frequenti notturne
Tra i 6 e i 12 mesi, molti bambini non hanno più bisogno di nutrirsi di notte per motivi puramente alimentari. Alcuni segnali che il neonato può essere pronto includono:
- dorme per periodi più lunghi durante la notte;
- riesce a riaddormentarsi senza richiedere il seno;
- mostra interesse crescente per pasti solidi e merende diurne.
Questi segnali ci fanno intuire che il bambino ha una graduale necessità inferiore di attaccarsi al seno di notte.
Un approccio graduale
Ridurre le poppate di notte una alla volta è il modo più dolce e rispettoso.
Per esempio, puoi iniziare saltando la poppata della mezzanotte, lasciando quelle più vicine al sonno serale e mattutino. L’obiettivo è far capire al bambino che la notte può essere un tempo di riposo senza privarlo di sicurezza, affetto e presenza.
L’altra faccia della medaglia: offrire alternative
Non tutte le poppate notturne sono fame: spesso il piccolo cerca conforto. Alcune strategie alternative includono:
- offrire acqua (dopo i 6 mesi);
- dare un ciuccio;
- coccole e carezze, parlando a bassa voce.
Evita forzature: il bambino deve sentirsi ascoltato e sicuro. La riduzione graduale, con routine rassicuranti, permette al piccolo di adattarsi senza stress a nuovi ritmi, nel rispetto dei suoi tempi e del suo temperamento unico oltre che della volontà della mamma.
5. Consigli personalizzati: ogni bambino è diverso
Risulta comune pensare che esista una regola universale sull’allattamento notturno, ovvero pensare che il bambino, di una specifica età, abbia necessità di essere allattato ogni tot minuti.
In realtà, ogni bambino ha tratti genetici e temperamento unici, che influenzano il suo modo di dormire, di alimentarsi e di cercare conforto, oltre all’età specifica.
Bambini più sensibili
Alcuni neonati hanno un sistema nervoso più reattivo: faticano a calmarsi da soli e hanno bisogno di più poppate notturne di conforto, non solo per la fame.
Per loro, l’allattamento è un ponte sicuro e necessario per addormentarsi. I bambini altamente sensibili traggono grandi benefici dal contatto e dalla regolazione emotiva fornita dal genitore.
👉 Esempio: se il tuo bimbo si sveglia spesso e si tranquillizza solo con il seno, non significa che stai sbagliando, ma che rispondi in base al suo temperamento ed alle sue richieste. Nel corso del tempo, sarà possibile trovare delle alternative che soddisfino bambino e genitore in base ai bisogni di entrambi.
Bambini più indipendenti
Altri bambini, invece, mostrano presto la capacità di auto-consolarsi e riducono spontaneamente le poppate notturne. Spesso questi piccoli hanno un temperamento più calmo e meno reattivo agli stimoli ambientali.
👉 Esempio: un bambino che già a 7-8 mesi riesce a riaddormentarsi con una carezza o con la presenza del papà sta semplicemente mostrando la sua inclinazione naturale spesso influenzata dalla genetica oltre che dall’ambiente.
Montessori: routine e autonomia rispettando i tempi del piccolo
Il metodo Montessori ci ricorda che ogni bambino ha i suoi tempi di crescita. Più riconosciamo i bisogni del bambino ed utilizziamo un approccio responsivo, più il bambino si sentirà amato, accolto e soddisfatto. In questo modo sarà anche più predisposto a dormire con maggiore regolarità.
Nel tempo imparerà che tra un micro-risveglio e l’altro, sarà possibile anche riprendere sonno in autonomia, senza richiedere la presenza costante del genitore.
Ci sono bambini che sono pronti sin da subito, altri invece hanno bisogno di più tempo e pazienza. Ogni bimbo è in ogni caso meritevole di amore e affetto.
6. Cosa fare mentre si allatta di notte e come gestire i risvegli
Le poppate notturne possono sembrare interminabili, ma possono diventare anche momenti preziosi di connessione e relax per mamma e bambino.
Alcuni accorgimenti pratici aiutano a trasformare questi risvegli in esperienze serene e piacevoli.
Creare un rituale rilassante
L’ideale è instaurare piccoli gesti ripetitivi che segnalino al bambino che è il momento di calma e riposo in modo che possa proseguire la notte senza “attivarsi” come fosse giorno:
- musica soft o ninna nanne;
- luci soffuse, evitando lampadine troppo forti;
- parlare con voce bassa o cantare dolcemente.
Praticare respirazione o mindfulness
Per la mamma, le poppate notturne possono essere anche un momento di pausa. Respirazione profonda, consapevolezza del corpo o brevi esercizi di mindfulness aiutano a rilassarsi, ridurre lo stress e migliorare la qualità del sonno residuo.
Evitare schermi luminosi
Telefono, tablet o TV possono interferire con il ritmo circadiano di mamma e bambino. La luce blu sopprime la produzione di melatonina e può rendere più difficile riaddormentarsi. Meglio optare per luci calde o una piccola lampada notturna.
Trasformare la poppata in un momento di connessione
Oltre al nutrimento, la poppata è un momento di vicinanza emotiva: coccole, contatto pelle a pelle e sguardi aiutano il bambino a sentirsi sicuro e rafforzano il legame affettivo. In questo senso, anche i bambini più indipendenti traggono beneficio da brevi momenti di contatto.

Conclusione
Abbiamo esplorato insieme come l'allattamento notturno, se gestito con consapevolezza e rispetto per i bisogni del tuo bambino, possa diventare un momento di connessione profonda e serenità.
Ogni piccolo ha i suoi tempi e le sue necessità: ascoltarlo, adattarsi e accompagnarlo con amore è la chiave per notti più tranquille e famiglie più felici.
Sentirsi stanchi o sopraffatti dalla gestione dei risvegli notturni del proprio piccolo, è normale e legittimo. Risulta importante trovare delle piccole strategie che riescano a compensare quella fatica (ad esempio, la collaborazione con il partner o l’aiuto diurno per recuperare le ore di sonno).
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- comprendere il ciclo del sonno infantile;
- creare routine serali che favoriscano il rilassamento;
- gestire i risvegli notturni frequenti;
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Bibliografia
https://sip.it/2015/09/15/position-statement-sullallattamento-al-seno-e-uso-del-latte-maternoumano/
https://www.sicupp.it/img_upload/patriziabardelli/2012361635537061.PDF
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