A

llattare è un’esperienza unica e a volte sorprendente: come mamma (o neomamma), vuoi nutrire il tuo bambino con amore, ma anche mantenere un’alimentazione varia e, se possibile, gustosa. 

Tra i dubbi più comuni c’è: “Posso mangiare i funghi durante l’allattamento?”. 

La risposta, in molti casi, è , ma con cautela, consapevolezza e alcune accortezze.

Per questo motivo, e perché ogni mamma e ogni bambino sono unici, conviene fare attenzione a qualità dei funghi, modalità di preparazione e quantità consumata: per esempio, preferire funghi coltivati, lavarli bene e cucinarli a fondo.

In questo modo puoi integrare i funghi nella tua dieta in modo consapevole e, al contempo, offrire al tuo piccolo il migliore latte possibile.

Nei paragrafi seguenti ti accompagnerò con chiarezza e semplicità, rispondendo alle domande più comuni, spiegando rischi e pratiche sicure, dandoti consigli pratici, con un solo obiettivo: aiutarti a fare scelte informate per te e per il tuo bambino.

Proseguiamo con l’articolo alla scoperta dei funghi in allattamento!

1) Benefici e rischi dei funghi durante l’allattamento

I funghi, oltre ad avere un sapore caratteristico, possiedono anche diverse qualità e micronutrienti. 

Vediamo le principali proprietà nutritive di questa pietanza!

Proprietà nutritive dei funghi

genitorialando.com

I funghi, nelle varietà commestibili commerciali, possono essere un’opzione interessante anche durante l’allattamento, grazie al loro profilo nutrizionale leggero ma ricco di micronutrienti. 

Contengono infatti:

  • basso contenuto calorico: molti funghi apportano circa 20‑40 kcal ogni 100 g, rendendoli un alimento leggero nonostante sia ricco di proprietà, utile per chi, come una mamma che allatta, vuole mantenere un’alimentazione equilibrata;

  • vitamine del gruppo B, vitamina D e altri micronutrienti: alcuni funghi contengono vitamine come niacina (B3), riboflavina (B2), acido pantotenico (B5) e, se esposti a UV, anche vitamina D. Queste vitamine sono utili per il metabolismo energetico, per il buon funzionamento del sistema nervoso e per il sostegno generale delle funzioni dell’organismo;

  • sali minerali e oligoelementi: funghi come champignon, pleurotus o porcini apportano potassio, fosforo, selenio, magnesio, elementi utili per l’equilibrio idro‑elettrolitico, la funzione muscolare, il sistema immunitario e altri processi corporei;

  • fibre alimentari e benefici per la digestione: i funghi contengono fibre, che possono favorire il transito intestinale e aiutare a mantenere regolare la digestione, un aspetto spesso importante nelle donne dopo il parto.

Immaginiamo, ad esempio, una mamma che, dopo il parto, deve fare i conti con un appetito variabile, esigenze energetiche diverse e voglia di piatti facili, pratici e leggeri. Un risotto con funghi champignon ben cotti può offrire poche calorie, ma allo stesso tempo dare un contributo di vitamine B, potassio e fibre, supportando idratazione, metabolismo e benessere intestinale senza appesantire.

In sintesi i funghi possono aiutare a integrare nutrienti utili in un momento di grande richiesta per l’organismo, senza appesantirlo.

Ma questo prezioso cibo della natura ha anche alcuni rischi? Scopriamolo!

Possibili rischi: funghi crudi, selvatici, contaminazioni

genitorialando.com

Come per ogni alimento è importante essere consapevoli di alcuni potenziali rischi, soprattutto durante l’allattamento, quando ciò che mangia la mamma può in parte avere effetti sul bambino.

Vediamo a cosa porre attenzione:

  • funghi selvatici o non certificati -> il consumo di funghi raccolti in natura comporta sempre un margine di rischio: alcune varietà possono essere tossiche o difficili da identificare correttamente. Anche funghi commestibili possono assorbire tossine o inquinanti dall’ambiente. Per questo motivo, molte fonti raccomandano di evitare raccolte fai‑da‑te se non si è esperti in questo campo.

  • difficoltà di digestione -> i funghi contengono chitina, una sostanza della parete cellulare che l’organismo umano digerisce con difficoltà; questo può rendere i funghi pesanti da digerire per alcune persone, con possibile fastidio intestinale. In allattamento, un massiccio consumo potrebbe causare malesseri alla mamma e influire sulla produzione di latte generale che richiede un discreto impegno fisico e mentale.

  • possibili tossine o contaminanti -> se i funghi provengono da ambienti inquinati o non sono conservati/cotti correttamente, c’è il rischio di contaminazioni, che possono risultare pericolose, soprattutto in un momento molto delicato come l’allattamento.

  • persone sensibili o allergiche -> alcune persone possono avere sensibilità o reazioni (lievi o forti) ai funghi, soprattutto se sono soggetti con digestione delicata o sistema immunitario sensibile. In questi casi, è prudente evitare o limitare l’assunzione, osservando la reazione del proprio corpo e confrontarsi con il proprio medico.

Se una mamma mangia funghi selvatici raccolti nel bosco senza certezza sull’identificazione, oppure consuma funghi poco cotti, c’è il rischio di ingestione di tossine o micotossine, un pericolo che, anche in assenza di evidenze dirette per l’allattamento, rende prudente preferire funghi coltivati certificati e ben controllati.

Aspetto aggiuntivo: il sapore dei funghi cambia il gusto del latte

Un aspetto meno discusso ma da considerare: alcuni cambiamenti nella dieta della mamma, inclusi sapori forti o particolari, come quelli dei funghi, possono influenzare il gusto del latte materno. 

Una varietà del gusto del latte porta, in verità, a dei benefici in fase di svezzamento, in quanto il bambino avrà sperimentato già “gusti” diversi e sarà portato ad una maggiore accettazione. In modo specifico, alcune fonti sconsigliano di offrire funghi in svezzamento al bambino per la difficoltà di digestione della chitina. 

Inoltre, anche se non ci sono grandi studi specifici che analizzano “fungo → gusto latte → reazione neonato”, molti esperti consigliano prudenza: iniziare con piccole quantità, osservare il comportamento del bambino e monitorare eventuali segnali come cambiamenti nell’appetito, irritabilità o rifiuto del latte.

Se hai qualche dubbio, annota su un quadernetto ciò che hai notato e quando, e parlane con il pediatra.

2) Quali funghi sono sicuri e quali evitare

Mangiare funghi durante l’allattamento è possibile, ma è fondamentale scegliere le varietà giuste e prestare attenzione alla loro preparazione. 

La sicurezza dei funghi dipende sia dalla specie che dal trattamento prima del consumo.

Funghi coltivati vs funghi selvatici

Proviamo a mettere a confronto due categorie di funghi: quelli coltivati e quelli selvatici, per capirne le differenze.

Funghi coltivati

I funghi coltivati, come champignon, pleurotus o portobello, sono generalmente considerati sicuri durante l’allattamento. 

Vengono prodotti in ambienti controllati, con standard igienici elevati, riducendo così il rischio di contaminazioni o tossine. Consumati ben cotti, rappresentano una scelta nutriente e affidabile.

Funghi selvatici

Al contrario, i funghi selvatici, anche quelli raccolti da chi pensa di riconoscerli, devono essere evitati. Alcune specie contengono tossine potenti, difficili da distinguere anche per chi ha esperienza. 

Possono inoltre assorbire sostanze inquinanti dal terreno o pesticidi, aumentando il rischio di contaminazioni. Durante l’allattamento, anche piccole quantità di tossine potrebbero teoricamente passare nel latte, quindi la prudenza è d’obbligo.

Una mamma può tranquillamente preparare un risotto con champignon coltivati, ma dovrebbe evitare i porcini appena raccolti nel bosco se non provengono da fornitori certificati.

Altre categorie: funghi sott’olio, essiccati e porcini

Approfondiamo anche altre categorie di funghi esistenti in commercio:

Funghi sott’olio

I funghi sott’olio industriali, acquistati in confezioni sigillate, possono essere consumati con moderazione, purché la confezione sia integra e il prodotto conservato correttamente. 

Le conserve fatte in casa richiedono maggiore attenzione: se la sterilizzazione o la conservazione non sono perfette, c’è il rischio di contaminazioni batteriche, come da clostridium botulinum.

Funghi essiccati

I funghi essiccati sono generalmente sicuri se acquistati da fonti affidabili. Prima dell’uso è importante reidratarli correttamente e cuocerli bene. L’essiccazione riduce il rischio microbiologico, ma non elimina eventuali tossine naturali presenti nella specie.

Porcini

I porcini coltivati o venduti da fornitori certificati sono sicuri se consumati ben cotti. I porcini selvatici, invece, rientrano nella categoria da evitare, come descritto sopra. Anche qui, la cottura completa è fondamentale per ridurre eventuali rischi.

Un consiglio pratico: quando introduci un nuovo tipo di fungo nella tua dieta durante l’allattamento, inizia con piccole quantità e osserva come reagisce il tuo bambino.

3) Come cucinare i funghi in sicurezza

La cottura è uno degli aspetti più importanti quando si consumano funghi durante l’allattamento. 

Anche funghi sicuri, se mangiati crudi o poco cotti, possono risultare difficili da digerire o contenere residui microbiologici. 

Seguire alcune regole semplici può ridurre i rischi e permettere di inserire i funghi nella dieta in modo consapevole.

Ecco 3 passaggi chiave per manipolare e mangiare i funghi.

1. Lavaggio accurato

Prima di cucinarli, i funghi devono essere puliti con attenzione. È consigliabile:

  • eliminare terra, sabbia o residui organici con un panno umido o una spazzolina morbida;
  • evitare di immergerli troppo a lungo in acqua, perché i funghi assorbono facilmente liquidi e possono perdere sapore e nutrienti.

Questo passaggio riduce il rischio di contaminazioni da batteri presenti sulla superficie.

Ad esempio puoi spazzolare delicatamente i funghi champignon e poi passarli velocemente sotto un filo d’acqua corrente, asciugandoli con carta da cucina.

2. Cottura completa

I funghi devono essere sempre cotti completamente; ecco alcune accortezze:

  • saltati in padella a fuoco medio‑alto per almeno 10‑15 minuti, oppure lessati per almeno 5‑10 minuti (leggi ciò che viene specificato sull’etichetta);
  • la cottura elimina gran parte dei batteri e riduce la difficoltà digestiva derivante dalla chitina, una sostanza presente nella parete dei funghi;
  • evitare funghi crudi in insalata o poco cotti, soprattutto durante l’allattamento.

Ad esempio un risotto con funghi pleurotus o champignon saltati in padella, aggiunti solo a fine cottura del riso per pochi minuti, è un buon compromesso tra gusto e sicurezza.

Conservazione corretta

Quali indicazioni tenere a mente per la gestione dei funghi?

  • Funghi freschi: vanno conservati in frigo, preferibilmente in sacchetti di carta o contenitori traspiranti, per pochi giorni; altrimenti vanno puliti, sbollentati e congelati.
  • Funghi sott’olio o essiccati: verificare sempre l'integrità della confezione e la data di scadenza; se fatti in casa, assicurarsi di seguire correttamente le procedure di sterilizzazione e acidificazione per prevenire il botulismo.

Proseguiamo questo viaggio nel mondo dei funghi considerando quantità e momenti indicati per introdurli nella dieta in allattamento.

4) Quanto e quando introdurre i funghi nella dieta

Dopo aver scelto i funghi giusti e sapere come cucinarli in sicurezza, è importante capire quanto e quando consumarli durante l’allattamento. La quantità e la frequenza devono essere adeguate sia alle esigenze nutrizionali della mamma sia alla tolleranza del bambino.

Piccole quantità all’inizio

Le indicazioni condivise dal Ministero della Salute parlano di consumare quantità moderate di funghi in linea generale. Per i primi assaggi, si consiglia di introdurre porzioni ridotte:

  • ad esempio, una porzione standard di funghi corrisponde a 100 grammi; una porzione ridotta potrebbe corrispondere a 50‑70 grammi di funghi ben cotti in un piatto unico o in un risotto o zuppa;
  • osservare eventuali cambiamenti nel comportamento del neonato: irritabilità o rifiuto del latte possono essere segnali di una possibile reazione al sapore del latte che cambia.

Ad esempio una mamma che vuole provare i funghi champignon in padella può iniziare con una porzione piccola, monitorando le proprie reazioni e quelle del bambino nelle ore successive.

Frequenza consigliata

Non esistono limiti rigorosi universalmente validi, ma le linee guida suggeriscono di non consumare funghi tutti i giorni, soprattutto all’inizio; varie fonti suggeriscono una frequenza massima settimanale di circa 3 porzioni pari a 300 grammi in totale a settimana.

Attenzione ai sapori forti e alle nuove varietà

Alcuni funghi hanno un sapore intenso che può essere percepito nel latte materno da parte del bambino. In questo caso è sempre bene osservare le reazioni del piccolo. Potrebbe tollerare alla perfezione questa novità oppure opporre qualche resistenza.

Annota su un quadernetto cosa osservi, quando e con quale frequenza. Può essere utile quando e se dovrai confrontarti con il pediatra.

5) Segnali da osservare nel bambino

Quando una mamma introduce funghi nella propria dieta durante l’allattamento, è importante prestare attenzione a eventuali segnali che il bambino potrebbe dare in risposta a nuovi sapori o alimenti assunti dalla madre.

Reazioni comuni

Alcuni neonati o piccoli lattanti possono manifestare piccoli cambiamenti legati all’assunzione di funghi da parte della mamma:

  • irritabilità o pianti più frequenti: alcuni bambini possono mostrare disagio o nervosismo temporaneo legato all’assunzione di latte con sapore diverso;
  • cambiamenti nel latte: in alcuni casi il latte materno può assumere un sapore più intenso, che il bambino percepisce e potrebbe rifiutare temporaneamente.

Questi segnali non indicano automaticamente un’allergia o un pericolo, ma possono servire come guida per monitorare la tolleranza individuale (per questo è importante appuntare eventuali reazioni del piccolo).

Se una mamma consuma funghi champignon per la prima volta e il bambino mostra irritabilità o rifiuta il latte nelle ore successive, è consigliabile ridurre la porzione la volta successiva e osservare eventuali cambiamenti ad esempio, annotando il tutto.

Quando contattare il pediatra?

È importante rivolgersi al pediatra se il bambino manifesta sintomi più gravi o persistenti, come:

  • vomito frequente o diarrea intensa;
  • eruzioni cutanee o orticaria;
  • gonfiore marcato o difficoltà respiratoria.

In questi casi, il pediatra potrà valutare se si tratta di reazioni alimentari, intolleranze o allergie e dare indicazioni su misura per l’alimentazione della mamma durante l’allattamento.

Conclusione e consigli pratici

Mangiare funghi durante l’allattamento è possibile, ma richiede attenzione e piccoli accorgimenti, come abbiamo visto.

La chiave è scegliere varietà sicure, cuocerle correttamente e osservare attentamente la reazione del bambino

Seguendo queste indicazioni, puoi integrare i funghi nella tua dieta in modo nutriente e senza rischi inutili.

Consigli pratici brevi in conclusione

  • Scegli funghi coltivati e certificati, evita quelli selvatici.
  • Lava accuratamente i funghi per rimuovere sporco e residui.
  • Cuoci sempre completamente: mai crudi o poco cotti.
  • Introduci i funghi gradualmente, iniziando con piccole quantità.
  • Osserva il bambino per eventuali reazioni durante l’allattamento.

Bibliografia e Sitografia

Ministero della Salute. Funghi, consumiamoli in sicurezza. Roma: Ministero della Salute, 2023. 

Opuscolo - I funghi - guida alla prevenzione delle intossicazioni 

Decalogo: Consumare i Funghi in Sicurezza

Favola - Funghi belli da vedere, ma non sempre buoni da mangiare

Linee guida dell’ISS sul botulismo

Posted 
 in 
Gestione del neonato
 category

Altri articoli Categoria  

Gestione del neonato

View All