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l tiralatte è uno di quegli strumenti che molte mamme scoprono solo quando arriva davvero il momento di usarlo. 

Prima sembra un oggetto “per altre”, poi, tra regolazione della suzione del neonato, rientro al lavoro, ingorghi o semplicemente bisogno di allontanarsi per necessità varie, diventa un alleato prezioso. 

E se sei qui, a leggere questo articolo, probabilmente ti stai chiedendo cos’è il tiralatte, come funziona e quando ha senso usarlo.

L’obiettivo di questo articolo è proprio questo: fare chiarezza, con informazioni affidabili, semplici e senza giudizio. Ti accompagnerò per capire cos’è davvero il tiralatte, come funziona, quando può aiutarti e come usarlo nel modo più delicato, efficace e rispettoso possibile, sia del tuo corpo che dei bisogni unici del tuo bambino.

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Proseguiamo ora con l’articolo dedicato al tiralatte!

1. Che cos’è il tiralatte? Vantaggi e svantaggi reali

Il tiralatte è uno strumento che permette di estrarre il latte dal seno attraverso un sistema manuale o elettrico. 

In pratica, imita la suzione del bambino per aiutarti a svuotare il seno, mantenere la produzione o creare una piccola scorta. È uno strumento di supporto molto più comune di quanto si pensi e può rivelarsi utile in momenti diversi dell’allattamento.

Ma quali sono i principali vantaggi e svantaggi dell’utilizzo di questo strumento?

Vantaggi del tiralatte

Ecco i motivi principali per cui molte mamme scelgono di utilizzarlo:

1. Ritorno al lavoro o momenti di assenza

Il tiralatte ti permette di lasciare al partner o ai familiari una poppata pronta quando tu non puoi essere presente.

2. Gestione degli ingorghi

Nelle prime settimane non è raro sentire il seno “troppo pieno”. Un tiralatte può aiutare a drenare e ridurre dolore e tensione.

3. Stimolazione della produzione

La produzione di latte segue un principio semplice: più il seno si svuota, più produce. Se il bambino ha una suzione più delicata o irregolare, o se sta affrontando un picco di crescita, il tiralatte può sostenere la fisiologia naturale della lattazione.

4. Condivisione della cura

Molte mamme apprezzano la possibilità di coinvolgere il partner, che può dare il biberon con il latte tirato e contribuire alla routine.

Svantaggi del tiralatte

Come ogni strumento, anche il tiralatte presenta qualche aspetto meno pratico:

1. Richiede tempo

Tra preparazione, estrazione e pulizia, l’uso può diventare un impegno aggiuntivo.

2. Può essere rumoroso

I modelli elettrici, soprattutto i più potenti, possono produrre un rumore costante.

3. Ha un costo

I tiralatte elettrici di qualità hanno un prezzo più alto, anche se spesso offrono maggiore comfort.

4. Può creare stress

Non tutte le mamme vivono bene il dover “tirare” il latte. E soprattutto: la quantità estratta non rappresenta la reale produzione del seno, quindi non va usata come metro di giudizio per capire quanto latte prende il bambino dall’attacco al seno.

È importante ricordare che il tiralatte non sostituisce l’allattamento a richiesta. La suzione del bambino resta la forma più naturale ed efficace di stimolare la produzione. Il tiralatte è un supporto, non un’alternativa equivalente da prendere a priori come prima scelta.

Ora che abbiamo chiarito che cos’è il tiralatte e quando può essere utile (o meno), il passo successivo è capire come funziona: quali meccanismi utilizza, quanto latte ci si può aspettare di tirare e come impostare tempi e frequenze. 

Lo vediamo nel prossimo paragrafo, così potrai usarlo in modo più consapevole e sereno.

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2. Come funziona il tiralatte?

Capire come funziona il tiralatte è fondamentale per usarlo più serenamente e con aspettative realistiche. 

Anche perché il suo funzionamento è diverso da quello del tuo bambino e dal contesto che si crea mentre allatti, ed è proprio questa differenza che spiega perché alcune mamme riescono a tirarne tanto e altre pochissimo, pur producendo latte in modo del tutto normale.

Approfondiamo ora l’aspetto del funzionamento, considerando anche le differenze tra il tiralatte elettrico e quello manuale.

Come funziona un tiralatte elettrico

Il tiralatte elettrico utilizza un piccolo motore che crea un ciclo di aspirazione e rilascio, imitando (in parte) il ritmo con cui un bambino poppa.

In genere ha due fasi:

  • stimolazione -> suzioni rapide e leggere per attivare il riflesso di eiezione del latte;
  • estrazione -> aspirazioni più lente e profonde, per favorire il drenaggio del seno.

Puoi regolare intensità e velocità: l’obiettivo non è “tirare forte”, ma trovare un livello comodo, che non faccia mai male.

Come funziona un tiralatte manuale

Il tiralatte manuale richiede la pressione della leva con la mano per creare l’aspirazione.

È più:

  • silenzioso;
  • economico;
  • comodo per uso saltuario, ma richiede più tempo e un ritmo costante, che può affaticare, e non essere preciso e abbastanza delicato per il seno.

Può andar bene per estrarre il latte occasionalmente, ma meno indicato se devi usare il tiralatte tutti i giorni o più volte al giorno.

Il tiralatte imita la suzione del bambino? Sì… e no

Questa è una delle domande più importanti.

Il tiralatte può imitare il ritmo, ma non la complessità della suzione del bambino.

Un neonato usa una complessità di elementi per innescare la suzione, ovvero:

  • lingua,
  • mandibola,
  • guance,
  • pressione intraorale, in un movimento coordinato che nessun dispositivo è in grado di replicare alla perfezione.

Questo significa due aspetti fondamentali:

  1. il bambino correttamente attaccato al seno e in un buono stato di salute stimola più efficacemente il seno, quindi svuota meglio e aiuta di più la produzione;
  2. la quantità tirata NON riflette il latte reale che produci; molte mamme tirano pochissimo ma allattano benissimo.

Quanti minuti usare il tiralatte?

Le linee guida e indicazioni più diffuse suggeriscono:

  • 15–20 minuti per seno;
  • oppure fino a quando senti il seno più morbido e leggero, senza mai arrivare al dolore.

Tuttavia, ogni seno ha una velocità di eiezione diversa.

Ad esempio:

  • alcune mamme hanno un flusso molto rapido e finiscono in 10 minuti;
  • altre richiedono 20–30 minuti perché il latte arriva in più “ondate”.

L’importante è non forzare e ascoltare il proprio corpo.

Quanto latte ci si può aspettare?

Non esiste una quantità “giusta”.

Un tiralatte può estrarre da 10 ml a 150 ml per sessione… e tutte queste quantità sono normali.

Nei primi giorni spesso escono solo poche gocce di colostro: fisiologicamente normale.

Dopo qualche settimana, il range più comune è 40–120 ml totali, ma varia moltissimo da donna a donna.

Ricorda che il tiralatte misura solo quanto riesce lui a estrarre, non la tua reale capacità di produzione.

Quante volte usare il tiralatte per stimolare la produzione?

Se l’obiettivo è aumentare la produzione, la frequenza ideale è:

  • 8–10 sessioni al giorno nei casi di stimolazione intensiva (simile alla frequenza delle poppate di un neonato);
  • oppure 1–3 sessioni extra al giorno oltre all’allattamento a richiesta se vuoi semplicemente dare una “spinta” alla produzione.

La costanza è più importante della quantità tirata. Il seno risponde al numero di stimoli, proprio come nella suzione a richiesta.

Vediamo un esempio:

  • se il tuo bambino dorme più a lungo la notte, puoi aggiungere una sessione mattutina quando il seno è più pieno;
  • oppure puoi fare una sessione breve (“power pumping”, vediamo in seguito di cosa si tratta) nei momenti in cui noti un lieve calo.

Ora che sai come funziona il tiralatte, possiamo affrontare una delle domande più comuni: “Devo tirare il latte prima o dopo la poppata?”

Nel prossimo paragrafo vediamo come orientarsi in base ai bisogni del bambino, alla tua produzione e alle diverse situazioni quotidiane.

3. Quando usare il tiralatte: prima o dopo la poppata?

Capire quando usare il tiralatte è essenziale per non creare stress aggiuntivo, non interferire con le poppate del bambino e ottenere la quantità di latte che ti serve senza sovraccaricarti.

Dopo aver visto come funziona e come stimola la produzione, qui entriamo nella pratica quotidiana.

Dopo la poppata: la scelta più comune

Di solito il momento migliore è dopo che il bambino ha mangiato.

Per quale motivo?

  • Hai la certezza che il piccolo abbia preso ciò di cui aveva bisogno.
  • Non rischi di svuotare troppo il seno prima della sua richiesta.
  • Stimoli una produzione aggiuntiva in modo fisiologico.

Tempistiche consigliate:

  • 30–45 minuti dopo la poppata per favorire un nuovo riflesso di eiezione;
  • oppure subito dopo, se devi solo raccogliere piccole quantità o fare scorta gradualmente.

Prima della poppata: quando può essere utile

È una scelta meno frequente, ma utile in alcuni casi:

  • il seno è talmente pieno o tendente all’ingorgo che il bambino fatica ad attaccarsi → 2–3 minuti di tiralatte ammorbidiscono l’areola;
  • vuoi solo “sbloccare” il riflesso di eiezione prima di attaccarlo;
  • devi preparare una piccola scorta e il bambino ha orari molto prevedibili.

In questo caso bastano pochi minuti, non una sessione completa.

Tra una poppata e l’altra

Se segui una routine orientativa (es. 2,5–3 ore tra una poppata e la successiva), puoi usare il tiralatte a metà intervallo, quando il seno ha già iniziato a “riempirsi” ma non completamente.

È una soluzione utile se vuoi aumentare la produzione senza interferire con le poppate.

Come scegliere il momento giusto quindi?

Dipende dal tuo obiettivo!

  • Fare scorta? → dopo la poppata, con regolarità.
  • Stimolare la produzione? → 1 sessione tra le poppate o power pumping.
  • Alleviare l’ingorgo? → qualche minuto prima dell’attacco.
  • Uso occasionale? → quando il seno è morbido ma non vuoto.

Valuta la tua specifica situazione, la tua tollerabilità, l’andamento della percezione del tuo seno e le necessità del bambino. Piano piano diventerai sempre più consapevole delle tue necessità, e comprenderai qual è il momento migliore per utilizzare il tiralatte nella giornata.

4. Tiralatte: elettrico o manuale? Quale scegliere

Scegliere il tiralatte giusto non è una decisione da prendere alla leggera: dipende molto da come lo userai, con quale frequenza, e dalle tue esigenze pratiche. 

Vediamo insieme un confronto chiaro tra tiralatte elettrico e manuale, una guida rapida per orientarsi e alcuni consigli per situazioni tipiche (rientro al lavoro, ingorghi, uso saltuario…).

Tiralatte elettrico e manuale a confronto: ecco una tabella riepilogativa

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Guida rapida per decidere quale tiralatte scegliere (ovvero il “miglior tiralatte” per te)

Per orientarti, ho preparato alcune domande che puoi porti per capire quale tiralatte risulta il migliore per te!

Quanto spesso pensi di usarlo?

  • Se è solo per qualche sessione qua e là → il modello manuale può bastare.
  • Se prevedi un uso regolare o quotidiano → l’elettrico è probabilmente più pratico.

Quanto tempo vuoi dedicare a ciascuna sessione?

  • Hai poco tempo? L’elettrico ti farà risparmiare minuti preziosi.
  • Non ti dispiace pompare più a lungo, magari perché sei a casa o vuoi sfruttare un momento rilassato? Il manuale è un’opzione valida.

Hai bisogno di un modello portatile o “mani libere”?

  • Se ti serve libertà di movimento, vale la pena considerare un elettrico a batteria o indossabile.
  • Se lo userai principalmente in casa, il manuale è pratico e compatto.

Qual è il tuo budget?

  • I tiralatte elettrici costano di più, ma se lo usi spesso l’investimento può essere giustificato.
  • Se non vuoi spendere troppo subito, un manuale ben fatto può essere molto efficace.

Quali sono i tuoi obiettivi di estrazione?

  • Solo scorta per il rientro al lavoro?
  • Stimolazione produzione?
  • Svuotamento in caso di ingorgo?

A seconda dell’obiettivo e della frequenza d’uso prevista, un tipo può essere più adatto dell’altro.

Caliamoci ora nella pratica, pensando ad alcune situazioni possibili

  • Mamme con poco tempo/rientro al lavoro: un tiralatte elettrico, soprattutto un modello doppio o a mani libere, può essere la scelta ideale per estrarre in modo efficiente senza sacrificare ore del tuo giorno.

  • Mamme che usano il tiralatte solo occasionalmente (per esempio per qualche sessione serale o per fare scorta): il manuale può essere una buona scelta: è economico, leggero e sempre pronto.

  • Situazioni di iperstimolazione o ingorgo: avere un elettrico con una buona potenza può aiutarti a drenare meglio se il seno è molto pieno, ma anche il manuale può essere utile se ti trovi comoda.

Per concludere questo paragrafo dedicato al confronto tra tiralatte elettrico e manuale, non esiste un “miglior tiralatte” universale: quello giusto è quello che si adatta a te, al tuo stile di vita e alle tue esigenze

Nel prossimo paragrafo, esploreremo come usare il tiralatte nel modo più efficace, con una guida completa; affronteremo: preparazione, regolazioni, posizionamento, durata e pulizia. Così potrai ottenere il massimo dal tiralatte che sceglierai, in modo più sereno e sostenibile.

5. Come usare il tiralatte (una guida completa)

Usare il tiralatte può sembrare complicato le prime volte, ma con qualche accortezza diventa un gesto naturale. 

Soprattutto, questo aspetto è da ricordare: non esiste un modo “perfetto” di usarlo che sia uguale per tutte le donne. Ogni mamma ha il suo ritmo, la sua produzione e la sua comodità. 

Qui sotto trovi una guida pratica che ti aiuta a comprendere i passaggi per ottenere più latte in maniera efficiente e con meno preoccupazione.

Ecco i passaggi:

1. Preparazione: crea le condizioni giuste

La produzione di latte è fortemente influenzata dagli ormoni, in particolare dall’ossitocina, che si attiva quando ti senti tranquilla e hai il tuo bambino vicino (anche immaginarlo o annusare qualche capo che sa del suo profumo aiuta!).

Per questo, prima di iniziare cosa è utile fare?

  • Trova un posto confortevole: una poltrona comoda, le spalle rilassate.
  • Guarda una foto o un video del tuo bambino: sembra strano, ma aiuta molto il riflesso di eiezione.
  • Applica un impacco caldo sul seno per 2–3 minuti: favorisce il flusso.
  • Lava le mani prima di toccare il seno e le parti del tiralatte.
  • Massaggia il seno con movimenti circolari verso il capezzolo.

Ad esempio se estrai la mattina presto, dedica 2 minuti al relax e alla preparazione giusta dell’ambiente prima di iniziare. Può fare davvero la differenza tra una sessione faticosa e una piacevole.

2. Posizionamento: la fase più importante

Un tiralatte posizionato male può ridurre drasticamente la quantità di latte e causare dolore.

  • Centra perfettamente il capezzolo all’interno della campana.
  • La coppa deve aderire bene al seno senza tirare o “pizzicare” l’areola.
  • Se senti sfregamento sul capezzolo, la misura della coppa potrebbe non essere corretta (devi prendere la misura della base del capezzolo ovvero il diametro, e aggiungere circa 2-4 mm per calcolare la misura corretta della coppa).

Se durante l’estrazione vedi il capezzolo schiacciato sulle pareti della coppa, potrebbe essere troppo piccola: ne serve una più larga.

3. Regolazione dell’intensità

Che tu stia usando un tiralatte elettrico o manuale, la regola è:

➡️ inizia sempre con la modalità di stimolazione più delicata;
➡️ dopo 1–2 minuti, passa alla modalità di estrazione, aumentando gradualmente l’intensità solo se non senti dolore.

Secondo La Leche League, un’estrazione efficace dovrebbe imitare il ritmo del bambino:

  • rapida e leggera all’inizio (stimolazione);
  • più profonda e lenta dopo (estrazione).

L’alternanza di queste due fasi, imita almeno parzialmente la suzione del bambino, stimolando correttamente il seno.

4. Durata della sessione: quanto tempo usarlo

La maggior parte delle mamme ottiene una buona estrazione con:

  • 15–20 minuti a seno per un singolo tiralatte;
  • oppure 10–15 minuti totali se usi un tiralatte doppio.

Ma ricordati non devi arrivare per forza a un numero preciso.

➡️ La sessione è completa quando il seno appare più morbido oppure il flusso rallenta molto.

Se provi dolore, interrompi subito: non significa che stai sbagliando, ma che serve regolare la coppa o l’intensità.

5. Tecniche per aumentare la produzione

Se il tuo obiettivo è aumentare la produzione, ci sono strategie scientificamente supportate che possono aiutare.

Vediamo quali sono le strategie migliori per aumentare la produzione di latte.

✓ Massaggi durante l’estrazione

Usa le dita per comprimere delicatamente la parte esterna del seno verso il capezzolo.
Aiuta a drenare meglio.

✓ Combinazione tiralatte + compressioni manuali

Molte mamme notano un buon aumento della produzione di latte. Inizia con il tiralatte e aggiungi delle compressioni manuali quando il flusso rallenta.

✓ Metodo “Power Pumping”

È una tecnica che simula le giornate di “poppate frequenti” tipiche degli scatti di crescita. Funziona perché stimola l’ormone prolattina.

Esempio di power pumping (della durata di 1 ora circa):

  • 20 min estrazione
  • 10 min pausa
  • 10 min estrazione
  • 10 min pausa
  • 10 min estrazione

Da fare 1 volta al giorno per alcuni giorni.

✓ Estrarre più spesso

Meglio più frequenza che più tempo. Estrarre 6 volte al giorno è più efficace che 2 sessioni lunghe.

6. Come sterilizzare il tiralatte

Usare il tiralatte è solo metà del lavoro: l’altra metà è mantenerlo pulito e sicuro ed è un aspetto importante da presidiare. 

Come comportarsi allora?

Dopo ogni utilizzo:

  • Smonta tutte le parti a contatto con il latte.
  • Sciacquare con acqua fredda per togliere i residui.
  • Lava con acqua calda e sapone neutro.
  • Lascia asciugare all’aria su un panno pulito.

Sterilizzazione (almeno 1 volta al giorno):

Puoi farla in 3 modi:

Metodo 1 – Bollitura

  • Metti i pezzi in acqua bollente per circa 5 minuti.
  • Asciuga naturalmente senza strofinare.

Metodo 2 – Sterilizzatore a vapore

  • Strategia comoda e rapida (3–8 minuti).
  • Lascia asciugare.

Metodo 3 – Microonde

  • Usa i sacchetti appositi.
  • Segui le istruzioni del produttore per evitare deformazioni del prodotto.

Importante -> Le parti con il motore NON devono essere immerse, segui le indicazioni specifiche della ditta produttrice del tiralatte che hai tra le mani.

Ora che sai come usare il tiralatte in modo efficace, nel prossimo paragrafo vedremo come conservare correttamente il latte materno appena tirato, per mantenerlo sicuro, ricco di nutrienti e pronto per il tuo bambino.

6. Come conservare il latte materno appena tirato

Conservare correttamente il latte materno appena tirato è fondamentale per mantenere intatti nutrienti, vitamine e anticorpi, e per garantire che il tuo bambino riceva latte sicuro. Anche piccoli errori di conservazione possono ridurre la qualità del latte, quindi è utile conoscere tempi, temperature e modalità corrette.

Vediamo le quattro macroaree da presidiare quando si parla di conservazione corretta del latte.

1. Temperatura ideale

  • A temperatura ambiente (20–25°C): fino a 4 ore.
  • In frigorifero (4°C o meno): fino a 3–5 giorni.
  • In freezer (-18°C o meno): fino a 6 mesi, ma idealmente entro 3 mesi per massima qualità.
  • Freezer profondo (-20°C o meno): fino a 12 mesi, se conservato in contenitori adatti.

Consiglio: conserva il latte in piccoli contenitori (60–120 ml) per ridurre gli sprechi e facilitare lo scongelamento.

2. Tempi di conservazione

  • Latte appena tirato va refrigerato il prima possibile.
  • Non lasciare il latte a temperatura ambiente più di 4 ore.
  • Se non pensi di usarlo entro 3–5 giorni, congela subito.

3. Trasporto

  • Per portare con te il latte tirato, se non hai necessità di usarlo subito, usa borse termiche con ghiaccio in modo che non superi la temperatura di 25°C, per un massimo di 4 ore.
  • Il latte materno scongelato, va mantenuto in frigo al massimo per 24 ore e a temperatura ambiente per massimo 1-2 ore.
  • Il latte materno riscaldato, va consumato entro circa 60 minuti e non va scaldato una seconda volta.

4. Etichettatura e regole da seguire

Per gestire più latte senza confusione:

  • data e ora: scrivi sempre quando è stato tirato.
  • nome del bambino (se in contesti di asilo o nido).
  • quantità: utile per dosare le poppate.
  • regola del “first in, first out”: usa prima il latte più vecchio.

Consiglio: usa etichette adesive impermeabili o pennarelli indelebili; evita di scrivere direttamente sui contenitori se non sono progettati per freezer.

Ora sappiamo come estrarre e conservare il latte materno. Possiamo integrare il tiralatte nella routine quotidiana in modo sicuro, efficace e sostenibile, senza perdere nutrienti o ore preziose.

7. Consigli utili per usare il tiralatte al meglio

Oltre a sapere come funziona e quando usarlo, ci sono alcune strategie pratiche che possono rendere l’esperienza con il tiralatte più efficace e meno stressante. 

Questi consigli sono pensati per mamme con ritmi diversi, dal rientro al lavoro, alle poppate frequenti, fino alla gestione di ingorghi o produzione ridotta.

  1. Rilassati e concediti tempo
  • La produzione di latte migliora con il rilassamento e la calma (ossitocina).
  • Trova un posto comodo, respira profondamente, ascolta musica o tieni vicino il bambino anche solo con una foto.
  • Non preoccuparti se la quantità tirata è poca: il tiralatte non misura tutta la tua produzione.
  1. Organizza sessioni regolari
  • La costanza è più efficace della durata: sessioni brevi e frequenti stimolano meglio il seno.
  • Per aumentare la produzione: prova il power pumping o sessioni extra tra le poppate (ne ho parlato nei paragrafi precedenti).
  1. Gestisci gli ingorghi
  • Se il seno è pieno o dolorante, qualche minuto di estrazione può alleviare la tensione.
  • Massaggi delicati e compressioni aiutano a drenare meglio il seno e prevenire mastiti.
  1. Cura igiene e manutenzione
  • Lava le mani prima di usare il tiralatte.
  • Sterilizza regolarmente tutte le parti a contatto con il latte.
  • Controlla che le coppe siano della misura giusta per evitare sfregamenti o dolore.
  1. Scegli il tiralatte più adatto a te
  • Uso frequente o rientro al lavoro: elettrico doppio o mani libere.
  • Uso occasionale o portabilità: manuale e compatto.
  • Ricorda che il “miglior tiralatte” è quello che si adatta al tuo stile di vita, non quello più costoso o alla moda.
  1. Conservazione del latte
  • Conserva subito il latte in frigorifero o freezer, seguendo le regole di temperatura e tempi.
  • Etichetta sempre ogni contenitore con data, ora e quantità.
  • Applica la regola del “first in, first out” per usare prima il latte più vecchio.
  1. Non sostituire l’allattamento a richiesta
  • Il tiralatte è un alleato, non un sostituto.
  • Il bambino deve continuare a poppare a richiesta, perché il contatto diretto stimola meglio il seno e favorisce il legame affettivo.

Seguendo i consigli dell’articolo puoi integrare il tiralatte nella tua routine quotidiana in modo sereno, aumentare la produzione quando serve e garantire latte sicuro e nutriente per il tuo bambino.

Conclusione: usare il tiralatte in modo sereno ed efficace

Il tiralatte è uno strumento prezioso per ogni mamma, che sia per fare scorta, alleviare ingorghi o stimolare la produzione di latte

Come abbiamo visto, non esiste un metodo unico che vada bene per tutte: ogni mamma e ogni bambino sono diversi, e anche l’uso del tiralatte va personalizzato in base alle proprie esigenze, ai tempi, alla fisiologia e al ritmo quotidiano.

Abbiamo esplorato insieme diverse sfaccettature del mondo del tiralatte, dalla tipologia, al modo di usarlo correttamente, al momento più idoneo fino alla conservazione del latte.

Il tiralatte è un alleato, non un sostituto. La priorità resta sempre il contatto diretto e l’allattamento a richiesta, che favoriscono sia il legame affettivo con il bambino sia la produzione naturale di latte.

Se vuoi approfondire come prenderti cura del tuo neonato e ricevere strategie pratiche per la gestione quotidiana, ti consiglio il webinar “Prime cure del neonato”: scopri come gestire igiene e cura del bambino nei primi mesi.

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Bibliografia

Allattamento al seno e uso del latte materno/umano - Società Italiana di Pediatria

Sostegno all’allattamento: spremitura manuale, estrazione del latte, somministrazione e

conservazione del latte materno; gestione di biberon, tettarelle e ciucci. - Azienda USL Toscana Nord Ovest

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