Le scarpe primi passi sono una delle scelte che prima o poi ogni genitore si trova a fare. E spesso arriva con un po' di confusione: quando è il momento giusto? Devono essere rigide o morbide? E il piede piatto, è un problema?
Se ti stai facendo queste domande, sei nel posto giusto. In questa guida ti spiego tutto quello che serve sapere per scegliere le scarpe primi passi del tuo bambino, con calma e senza ansia. Partiremo da come si sviluppa il piede nei primi due anni di vita, e poi vedremo insieme le caratteristiche da cercare, come misurare il piedino e gli errori più comuni da evitare.
Non troverai consigli su marche o modelli specifici: qui parliamo solo di cosa conta per i piedini del tuo bambino, con il supporto di studi scientifici disponibili e raccomandazioni pediatriche.
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Come si sviluppa il piede del bambino nei primi 2 anni
Prima di parlare di scarpe, è importante capire cosa succede ai piedini del tuo bambino nei primi mesi e anni di vita. Perché il piede di un neonato non è semplicemente una versione piccola di un piede adulto: è una struttura in pieno sviluppo, fatta in gran parte di cartilagine, che si trasformerà nel tempo.
Da 0 a 6 mesi: il piede "sensoriale"
Nei primi sei mesi, il piede del tuo bambino è soprattutto un organo sensoriale. Attraverso la pianta del piede, il neonato riceve informazioni sul mondo: temperatura, texture, pressione. In questa fase il piede è piatto (ed è perfettamente normale), morbido e flessibile, con un cuscinetto di grasso sotto l'arco plantare che sparirà gradualmente nei prossimi anni.
Uno studio condotto su 810 bambini e pubblicato su Scientific Reports ha dimostrato che i bambini che crescono abitualmente scalzi sviluppano archi plantari più forti e una migliore propriocezione rispetto a quelli che indossano scarpe regolarmente. Questo ci dice una cosa semplice: in questa fase, meno scarpe possibile.
Da 6 a 12 mesi: il piede che esplora
Tra i 6 e i 12 mesi, il tuo bambino inizia a mettersi in piedi, a spostarsi aggrappandosi ai mobili e, verso la fine di questo periodo, potrebbe fare i primi passi. Il piede comincia a lavorare attivamente: i muscoli si rafforzano, le ossa si sviluppano, l'equilibrio migliora giorno dopo giorno.
In questa fase il piede piatto è ancora la norma. Secondo gli studi sulla prevalenza del piede piatto in età pediatrica, oltre il 50% dei bambini sotto i 3 anni presenta un piede piatto fisiologico, che si corregge spontaneamente nella maggior parte dei casi. Se il tuo bambino ha il piede piatto, non preoccuparti.
Il consiglio dell'American Academy of Pediatrics (AAP) è chiaro: i bambini che stanno imparando a camminare dovrebbero farlo a piedi nudi il più possibile, soprattutto in casa. Il contatto diretto con il pavimento aiuta a sviluppare forza muscolare, equilibrio e coordinazione.
Da 12 a 24 mesi: il piede che cammina
Questo è il periodo in cui la maggior parte dei bambini inizia a camminare in modo indipendente. Il piede sta diventando più forte, l'arco plantare comincia lentamente a formarsi (anche se ci vorranno ancora anni prima che sia completamente sviluppato), e il tuo bambino diventa sempre più sicuro nei suoi movimenti.
È in questa fase che le scarpe diventano utili, ma solo per proteggere il piede all'aperto. In casa, continuano a essere preferibili i piedi nudi o, al massimo, calzini antiscivolo.

Quando mettere le scarpe primi passi?
La risposta che posso darti in breve: quando il tuo bambino cammina da solo all'aperto.
Non prima. Non quando inizia a stare in piedi, non quando fa i primi passi aggrappandosi al divano, non quando gattonando arriva dappertutto. Le scarpe servono per proteggere il piede dal terreno esterno (freddo, superfici irregolari, oggetti appuntiti), non per "aiutarlo" a camminare.
In casa: scalzo è meglio
L'AAP e la maggior parte dei pediatri concordano: in casa, il piede nudo è la scelta migliore. Camminare scalzi su superfici diverse (parquet, tappeto, piastrelle) stimola i recettori sensoriali della pianta del piede, rafforza i muscoli intrinseci e migliora l'equilibrio.
Uno studio ha dimostrato che i bambini che camminano scalzi sviluppano un pattern di camminata più naturale e una migliore capacità di adattamento alle superfici rispetto ai bambini che indossano scarpe abitualmente.
Questi dati sono oggetto di studio e di dibattito, per offrire indicazioni sempre più aggiornate.
Se il pavimento è freddo o scivoloso, i calzini antiscivolo sono un'ottima alternativa. L'importante è che il piede possa muoversi liberamente.
Il triangolo di Pikler è perfetto per allenare equilibrio e coordinazione a piedi nudi in casa, mentre i giochi Montessori pensati per questa fascia d'età offrono tante idee per stimolare il movimento.
Fuori casa: quando servono le scarpe
Le scarpe diventano necessarie quando il tuo bambino cammina in autonomia all'aperto. In quel momento, il piede ha bisogno di protezione dal terreno, ma la scarpa deve interferire il meno possibile con il movimento naturale.
Come indicato anche nelle linee guida dell'Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, la scarpa ideale per i primi passi deve "imitare" il più possibile la condizione del piede nudo, offrendo protezione senza limitare la mobilità.
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Come devono essere le scarpe primi passi: 6 caratteristiche
Una recente revisione pubblicata sul Journal of Foot and Ankle Research ha esaminato tutta la letteratura scientifica disponibile sulle calzature per bambini, confermando che la scarpa ideale per i primi passi deve avvicinarsi il più possibile alla condizione del piede nudo.
Ecco le 6 caratteristiche da cercare, indipendentemente dalla marca:
1. Suola flessibile e sottile
La suola deve piegarsi facilmente in corrispondenza dell'avampiede (la zona delle dita). Fai la prova: prendi la scarpa e prova a piegarla con le mani. Se si piega facilmente, va bene. Se è rigida, lasciala sullo scaffale.
Una suola sottile permette al piede di "sentire" il terreno e di lavorare in modo naturale. Le suole troppo spesse o rigide limitano il movimento e riducono la stimolazione sensoriale.
2. Leggere
Il piede di un bambino è piccolo e la muscolatura è ancora in sviluppo. Una scarpa pesante affatica il piede e può alterare il modo di camminare. Cerca scarpe il più leggere possibile.
3. Forma larga nella zona delle dita
Le dita devono avere spazio per muoversi e allargarsi naturalmente. Molte scarpe per bambini hanno la punta stretta o affusolata: evitale. La zona anteriore della scarpa deve essere ampia e non comprimere le dita.
Secondo le linee guida dell'Ospedale Pediatrico Meyer, la scarpa deve seguire la forma naturale del piede (che nei bambini è più larga nella zona delle dita rispetto al tallone), non il contrario.
4. Niente plantare correttivo (a meno che non sia prescritto)
Le scarpe primi passi non devono avere plantari rigidi o supporti per l'arco plantare. Come abbiamo visto, il piede piatto è fisiologico nei primi anni e non ha bisogno di "correzione". Un plantare rigido può addirittura indebolire i muscoli del piede, che hanno bisogno di lavorare liberamente per svilupparsi.
Plantari e supporti servono solo se prescritti da un ortopedico pediatrico dopo una valutazione specifica.
5. Chiusura regolabile e sicura
Velcro, laccetti o fibbie: l'importante è che la scarpa si chiuda bene attorno al piede senza stringere troppo. Una scarpa che "balla" non protegge e non dà stabilità. Una che stringe troppo limita la circolazione.
Il velcro è spesso la scelta più pratica: facile da aprire e chiudere, adattabile, e permette al tuo bambino di iniziare a mettersi le scarpe da solo (cosa che amerà fare se si trova incentivato a farlo in un ambiente a sua misura).
6. La regola del centimetro
Quando il tuo bambino è in piedi con la scarpa, ci deve essere circa un centimetro di spazio tra la punta del dito più lungo e la punta della scarpa. Questo spazio serve al piede per muoversi durante la camminata e per crescere senza essere compresso.

Come misurare il piede del bambino per scegliere la taglia
Trovare la taglia giusta è più semplice di quanto pensi. Non servono strumenti particolari: bastano un foglio, una matita e un righello.
Il metodo del foglio e della matita
Ecco come fare in pochi e semplici passaggi:
- appoggia un foglio di carta a terra, vicino a un muro;
- fai stare il tuo bambino in piedi sul foglio con il tallone contro il muro;
- segna con la matita il punto dove arriva la punta del dito più lungo (non sempre è l'alluce);
- misura la distanza dal bordo del foglio al segno;
- aggiungi circa 10-12 mm: quello è il numero che ti serve cercare nella tabella taglie.
Un consiglio: misura il piede di sera. Durante la giornata il piede si rilassa e si allunga leggermente, e la misura serale è quella più affidabile per evitare di comprare una scarpa troppo stretta.
Ogni quanto controllare la misura
Il piede dei bambini piccoli cresce velocemente: circa 3-4 millimetri al mese nel primo anno di camminata. Questo significa che le scarpe che vanno bene oggi potrebbero essere strette tra due mesi.
Il consiglio dei pediatri è controllare la misura del piedino ogni 6-8 settimane. Non serve ricomprare le scarpe ogni volta, ma è utile verificare che ci sia ancora quello spazio di circa un centimetro davanti alle dita.
In questa fase il tuo bambino potrebbe vivere anche uno scatto di crescita, che può accelerare ulteriormente la crescita del piede.
Come capire se la scarpa è diventata piccola? Tre segnali che potrebbero indicare che è il momento di cambiare la scarpa:
- il tuo bambino non vuole metterle (e prima le accettava senza problemi);
- le dita sono compresse contro la punta;
- noti segni rossi sul piede dopo averle tolte.
Tabella taglie orientativa
Questa tabella ti dà un'idea generale, ma ricorda che ogni marca ha le sue misure, quindi il metodo del foglio resta il più affidabile.
| Lunghezza piede (cm) | Numero EU | Età indicativa |
|---|---|---|
| 9,5 | 16 | 3-6 mesi |
| 10,5 | 17 | 6-9 mesi |
| 11,5 | 18 | 9-12 mesi |
| 12 | 19 | 12-15 mesi |
| 12,5 | 20 | 15-18 mesi |
| 13,5 | 21 | 18-21 mesi |
| 14 | 22 | 21-24 mesi |
Le età sono puramente indicative: un bambino di 12 mesi può avere un piede da numero 18 o da numero 20, ed è perfettamente normale.

Gli errori più comuni (e perché non preoccuparti)
Scegliere le scarpe primi passi è semplice, ma ci sono alcuni errori molto diffusi che vale la pena conoscere. Non per farti sentire in colpa se li hai fatti (capita a tutti), ma per aiutarti a fare una scelta più consapevole!
Comprare scarpe troppo grandi "così durano di più"
È tentazione comune e comprensibilissima: le scarpe costano, il piede cresce in fretta, e la logica sembrerebbe quella di prendere un numero in più. Ma una scarpa troppo grande crea instabilità. Il piede scivola dentro, il bambino deve "lavorare" di più per mantenere l'equilibrio, e il rischio di cadute e inciampi aumenta.
Lo spazio giusto è quel famoso centimetro davanti alle dita. Non di più.
Scegliere scarpe rigide "per sostenere la caviglia"
Questo è uno dei miti più resistenti. Per anni si è pensato che le scarpe primi passi dovessero essere alte e rigide per "sostenere" la caviglia del bambino. In realtà, come confermato dalla revisione sistematica di Gonzalez-Martin et al. (2024) sulle calzature rispettose per bambini, non ci sono evidenze scientifiche che le scarpe rigide o alte aiutino lo sviluppo del piede. Anzi, possono limitare il movimento naturale della caviglia e ridurre la forza muscolare che si sviluppa proprio grazie al movimento libero.
La scarpa deve essere morbida e flessibile, non un "gesso" che immobilizza.
Mettere le scarpe troppo presto
Come abbiamo visto, in casa il piede nudo lavora meglio. Mettere le scarpe a un bambino che ancora gattona o che si alza appoggiandosi ai mobili non serve e può rallentare lo sviluppo sensoriale e muscolare del piede.
Le scarpe servono quando cammina da solo all'aperto. Prima di quel momento, calzini antiscivolo e piedi nudi sono tutto ciò che serve.
Si possono usare scarpe usate?
Dipende. Se le scarpe sono state usate poco e non sono deformate, possono andare bene. Ma se noti che la suola è consumata in modo irregolare o che la scarpa ha preso la forma del piede di un altro bambino, meglio evitare. Ogni piede ha la sua conformazione, e una scarpa già "modellata" su un altro piede può creare punti di pressione sbagliati.
Controlla anche che la suola abbia ancora il grip antiscivolo e che le chiusure funzionino bene.

Domande frequenti sulle scarpe primi passi
Il piede piatto del mio bambino è un problema?
Nella grande maggioranza dei casi, no. Il piede piatto è fisiologico nei primi anni di vita. Come documentato nella letteratura scientifica, la prevalenza del piede piatto passa dal 54% a 3 anni al 24% a 6 anni, fino all'11% tra i 18 e i 25 anni. Questo significa che si risolve spontaneamente nella quasi totalità dei bambini.
Quando parlarne con il pediatra? Se il piede piatto persiste dopo i 6 anni, se il bambino lamenta dolore ai piedi o alle gambe durante la camminata, o se noti una conformazione del piede molto asimmetrica. Durante i bilanci di salute il pediatra controlla anche lo sviluppo dei piedini, quindi è un'ottima occasione per chiedere.
Servono le scarpe ortopediche?
Solo se prescritte da un ortopedico pediatrico dopo una valutazione specifica. Non comprare mai scarpe ortopediche o plantari "preventivi" di tua iniziativa. Il piede del bambino si sviluppa naturalmente e non ha bisogno di correzioni nella stragrande maggioranza dei casi.
Meglio scarpe alte o basse?
Non ci sono evidenze scientifiche che le scarpe alte "sostengano" meglio la caviglia. Secondo la revisione di Gonzalez-Martin et al. (2024), ciò che conta è che la scarpa sia flessibile, leggera e con la forma giusta. L'altezza della scarpa è una questione di praticità (le scarpe alte possono essere più difficili da mettere e togliere) più che di beneficio ortopedico.
Quanto costano le scarpe primi passi?
Non serve spendere cifre importanti. Quello che conta sono le 6 caratteristiche che abbiamo visto: flessibilità, leggerezza, forma giusta, niente plantare correttivo, chiusura sicura e spazio adeguato. Una scarpa che ha queste caratteristiche funziona bene indipendentemente dal prezzo o dal marchio.
Conclusione
Scegliere le scarpe primi passi non deve essere fonte di stress. I punti da ricordare sono pochi e semplici:
- piedi nudi in casa il più possibile, soprattutto nei primi mesi di camminata;
- scarpe solo per uscire, morbide e flessibili, con suola sottile e forma larga
- misura il piedino con il metodo del foglio ogni 6-8 settimane,
- lascia un centimetro di spazio davanti alle dita;
- non servono scarpe rigide, alte o ortopediche (a meno che non siano prescritte dal pediatra).
Il piede del tuo bambino è progettato per svilupparsi naturalmente. Il tuo compito è dargli lo spazio e la libertà per farlo. E se hai dubbi sulla conformazione del piede o sulla camminata, il pediatra è sempre il riferimento giusto.
Anche la psicomotricità infantile può essere un ottimo supporto per lo sviluppo motorio del tuo bambino in questa fase, e se il tuo piccolo sta iniziando a muovere i primi passi con supporto, il carrellino primi passi è un alleato valido che non forza l'acquisizione motoria della camminata.
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Bibliografia
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- Gonzalez-Martin, C., Balo-Reca, G., Pita-Fernandez, S., & Pertega-Diaz, S. (2024). Respectful footwear for children: a systematic review. International Journal of Environmental Research and Public Health, 21(3), 315.
- American Academy of Pediatrics (AAP). Shoes for Children. HealthyChildren.org. https://www.healthychildren.org/English/ages-stages/baby/Pages/Shoes-for-Children.aspx
- Ospedale Pediatrico Meyer. Consigli per le scarpe dei bambini: primi passi e oltre. [https://www.meyer.it/index.php/newsletter/settembre-2024/5223-primi-passi-istruzioni-per-l-uso)



